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TurboFix Scarica gratis

Novità

Cosa c’è di nuovo.

Le cose che cambiano davvero per chi usa TurboFix, raccontate per quello che migliorano. Niente elenchi tecnici: quelli servono a chi scrive il programma. Gli aggiornamenti arrivano da soli: l’app li propone quando ci sono, e si installano da dentro l’app.

Ultima versione

Versione 8.0.0

  • L’assistente parla anche inglese. Prima capiva e rispondeva solo in italiano, anche a chi teneva il programma in inglese. Adesso la domanda si può scrivere nelle due lingue e la risposta arriva nella stessa.
  • Resta tutto sul computer. Non cambia niente su questo: nessun modello di intelligenza artificiale, nessuna domanda spedita altrove. È sempre il motore a regole che gira sul posto, con la conoscenza scritta a mano anche in inglese.

Prima di questa

Quello che è migliorato.

Gli ultimi aggiornamenti, messi insieme per argomento invece che uno per uno. Chi ha il programma li ha già: arrivano da soli.

Il recupero dei file cancellati

Rimettere a posto un file buttato via per sbaglio è diventata una funzione a sé, con l’anteprima prima di procedere. I risultati arrivano divisi per tipo, la ricerca guarda anche chiavette e schede di memoria, e i formati recuperabili si sono allargati fino alle foto delle macchine fotografiche. Nell’elenco compaiono solo i file che tornano davvero: quelli che non tornerebbero non vengono promessi.

Il backup e i punti di ripristino

Il backup programmato riparte da solo anche quando Windows aveva saltato l’appuntamento. I punti di ripristino si creano e si cancellano in modo più affidabile, compresi i computer dove la protezione del sistema era rimasta spenta.

Le guide e le parole difficili

Sono arrivati i percorsi passo passo per i problemi più comuni, dal PC lento alla stampante che non stampa, e un glossario che spiega i termini tecnici con parole normali. Nelle impostazioni si può ingrandire il testo e alzare il contrasto.

Aggiornamenti e installazione

L’aggiornamento si fa vedere anche a finestra chiusa, parte al primo colpo e, se qualcosa non va, lo dichiara invece di restare zitto. Togliere il programma è questione di un clic dalle impostazioni, senza lasciare niente in giro, e funziona anche subito dopo un aggiornamento automatico.

I numeri che il programma mostra

Diverse correzioni hanno lo stesso filo: quello che appare a schermo deve essere quello che è stato misurato. Lo spazio libero è quello vero, i dischi compaiono tutti con la loro lettera, la versione di Windows è la stessa dappertutto, e la memoria di un computer da 8 GB non viene più giudicata al limite.

L’aspetto

Il menu di sinistra ha un colore suo e la sezione aperta si accende, così la posizione si capisce con un’occhiata. Le schermate sono più nitide e raccontano anche che cosa è cambiato nel computer, non soltanto com’è adesso.

Archivio

Prima ancora.

Le cose principali arrivate prima, raccontate per periodi. Da aprire solo se interessa da dove viene il programma.

La licenza, l’aspetto e i sensori

L’interfaccia è stata rifatta da cima a fondo, temperature e ventole sono tornate a funzionare, e il menu si è accorciato mentre le impostazioni si mettevano in ordine. In questo periodo la licenza è diventata obbligatoria, gratuita e a vita, e ha smesso di perdersi. L’assistente ha cominciato a fare le cose, non soltanto a spiegarle, e la pulizia ha guadagnato voci nuove.

L’assistente, il diario e le recensioni

Sono nati l’assistente e il diario del computer: da lì in avanti il PC viene ricordato, non solo misurato, e l’assistente è diventato la schermata di apertura. Sono arrivate le recensioni scritte da dentro il programma, la ricerca in tutta l’app, la scheda su che cosa è cambiato nel computer, e gli strumenti per trovare file grandi e doppioni.

I primi passi

Dalla prima versione pubblica in avanti: la schermata a colpo d’occhio, la salute nel tempo, la modalità gioco, il monitor dei sensori dal vivo, i report in PDF, il backup completo e l’icona vicino all’orologio. In questo periodo il programma ha imparato le lingue oltre all’italiano, e ha smesso di farsi aspettare all’apertura.