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L’assistente

“Perché è lento?”
La risposta arriva con i dati misurati.

Non è un programma che sa parlare di tutto: sa poche cose, e quelle le ha misurate su quel computer. Dentro non c’è nessun modello di intelligenza artificiale: c’è un motore a regole con una conoscenza scritta a mano, che riconosce la domanda e costruisce la risposta sui valori letti in quel momento. A parità di stato del computer, la risposta è sempre la stessa. Dalla versione 8.0 la domanda si può scrivere in italiano o in inglese, e la risposta arriva nella stessa lingua: la conoscenza è scritta a mano in tutte e due, e resta sul computer come prima.

L’assistente

Non un programma di pulizia.
Uno strumento che conosce quel computer.

Gli altri programmi osservano il PC una volta e restituiscono un numero. TurboFix lo osserva ogni giorno e conserva lo storico. Dopo qualche settimana può rispondere alla domanda che conta: rispetto a un mese fa, come va? La domanda si scrive in linguaggio naturale.

L’assistente risponde

Perché è lento?

Da quando è comparso un programma nuovo (24 giugno) il PC ci mette 17 secondi in più ad accendersi, e la memoria è più carica di prima.

Dato misurato
accensione 34 s → 51 s · memoria tipica 57% → 74% (6 misurazioni)
Rivedi l’avvio

La differenza

Nessun numero è lì per spaventarti.

I programmi di pulizia si sono guadagnati una pessima fama, e in gran parte se la meritano: contano ogni cosa che trovano pur di mostrarti una cifra grossa e spingerti a premere “Ripara ora”. TurboFix è costruito sulla regola opposta: non inventa problemi.

Il cleaner che conosci

2.847 errori critici

  • Conta come “errore” ogni voce di registro e ogni cookie che trova.
  • Il numero grosso serve a farti premere “Ripara ora”.
  • Se il computer non presenta problemi non lo dichiara: non avrebbe più nulla da vendere.
  • Mostra una percentuale di “ottimizzazione” che non corrisponde ad alcun valore misurabile.
TurboFix

Il PC ci mette 17 secondi in più ad accendersi rispetto al 24 giugno.

  • Ogni numero nasce da una misura, con la data in cui è stata presa.
  • Se lo storico è ancora breve viene dichiarato, invece di produrre un confronto inventato.
  • Se non c’è niente da segnalare, dice che va tutto bene e si fa da parte.
  • Se un dato non riesce a leggerlo, tace: nessun “non lo so” travestito da diagnosi.

Chiedi, e lo fa

Adesso l’assistente non spiega soltanto.
Esegue.

Prima indicava la pagina da aprire. Adesso esegue l’operazione dalla conversazione e riferisce il risultato effettivo, non quello previsto.

“Generami il report”

Il report viene generato e ne viene indicato il nome del file effettivamente scritto. Se il programma di lettura non risponde, la cosa viene dichiarata. Durante l’elaborazione lo stato di avanzamento è scritto passo per passo.

“Fai la pulizia”

Prima misura quanto c’è effettivamente da liberare, poi richiede il consenso con quel numero in mano. Il consenso a un’operazione irreversibile si dà sempre con un pulsante, mai a parole: l’assistente riconosce le richieste per somiglianza, e un “sì” potrebbe arrivare in risposta a un’altra domanda.

“Impostami il backup”

Tre domande, dove salvare, cosa mettere al sicuro, a che ora, e il riepilogo mostrato prima di scrivere qualsiasi cosa. La password non viene mai chiesta nella conversazione: viene affidata alla cassaforte delle credenziali di Windows.

Un rifiuto viene rispettato

La stessa proposta non ritorna per due settimane, e un’operazione appena eseguita non viene riproposta per una settimana. Se in seguito l’operazione viene eseguita, il rifiuto precedente decade.

Prima di cancellare, chiede

Fai la pulizia e poi riapri il report

Va bene, due cose in fila:

1. la pulizia (libera 6,2 GB, cancella davvero, serve il tuo ok)
2. genero e apro il report aggiornato

Sono file che il PC ricrea da solo, ma vengono cancellati davvero, non finiscono nel Cestino. Se il Cestino contiene file ancora utili, vanno recuperati prima.

Procedi con tutto Solo il report Lascia stare
E dopo, il numero vero

Fatto, ma meno del previsto: liberati 4,1 GB dei 6,2 stimati. 312 file erano in uso e non si potevano toccare, succede con i browser aperti. Chiudendoli e rifacendo la pulizia si recupera il resto.

Fatto
spazio libero 212,7 GB → 216,8 GB (riletto adesso dal disco)

La parola “fatto” nasce dal numero riletto dopo, mai dall’aver lanciato il comando. Se i conti non tornano, lo dice invece di arrotondare verso il lieto fine.

Controlli di profondità

Controlla quello che gli altri non guardano.

Il PC sapeva già dire molte cose, ma nessuno se le ricordava. Senza memoria si può dire “ci sono 40 GB liberi”. Con la memoria si dice “ne sono stati persi 60 in un mese”, che è una cosa completamente diversa.

Usura della batteria

Sui portatili confronta la capacità di progetto con quella reale a carica piena. La salute della batteria non viene dichiarata su una singola lettura: si usa il valore mediano delle misure registrate nel diario, perché una lettura isolata dipende dalla temperatura e dall’uso recente.

I dischi giorno per giorno

Un contatore SMART alto ma fermo da mesi non è un problema. Uno che sta salendo adesso è il segnale che precede più spesso una perdita di dati. Si vede solo tenendo lo storico, e TurboFix lo tiene per 180 giorni.

Aggiornamenti fermi

Gli aggiornamenti di Windows in sospeso da settimane sono una delle cause più banali di un PC che va peggio. Se il servizio non risponde, capita sui PC aziendali, l’app tace invece di tirare a indovinare.

Punti di ripristino

Indica se ne esiste uno e quanto è recente. Oltre i 90 giorni non è più una rete di sicurezza: è un ricordo.

Spazio disco

Quando lo spazio libero del disco di sistema scende sotto il dieci per cento, Windows non ha più margine per i file temporanei e per la memoria virtuale, e il PC rallenta per questo. Lo spazio viene comunque seguito disco per disco: ogni unità fissa ha il suo andamento nel tempo.

Servizi comparsi dal nulla

Quando un programma installa un servizio che parte da solo, TurboFix se ne accorge perché confronta l’elenco di oggi con quello di ieri. È spesso la spiegazione del “da un po’ è più lento e non so perché”.

Alla richiesta di una priorità, l’assistente mette insieme questi elementi e li ordina per gravità. Non un elenco di cose da fare: le due o tre che contano davvero, oggi, su questo computer.

Nessun modello di intelligenza artificiale.
Un motore a regole, sul computer.

Dentro TurboFix non gira nessun modello linguistico, né sul computer né altrove. C’è un motore che riconosce la domanda con delle regole scritte a mano e la collega a una conoscenza curata voce per voce; i numeri li legge dal sistema in quel momento. Niente da scaricare, niente da addestrare, niente che esca dal computer.

  • Le domande restano sul computer. Non vengono trasmesse a nessuno.
  • Non inventa: non ha con che cosa. Un modello linguistico produce parole plausibili e ogni tanto sbaglia i numeri. Qui i numeri sono l’unica sorgente: se un dato non c’è, la risposta lo dice.
  • Sempre la stessa risposta. A parità di stato del computer, la stessa domanda ottiene la stessa risposta: si può verificare.
  • Nessun account, nessun abbonamento. Si installa e si chiede.
  • Funziona senza internet. La rete serve per la licenza e per gli aggiornamenti del programma; a chiedere, no.
  • Se non sa, lo dice. Quando un dato non riesce a leggerlo, quell’area finisce nell’elenco di quelle che non ha potuto guardare, invece di riempire il buco con una frase plausibile.

Che PC serve, in chiaro

Quello che serve per far girare Windows. Non c’è nessun download aggiuntivo, nessun modello da tenere sul disco, nessun requisito di memoria in più rispetto al programma.

  • SistemaWindows 10 o 11 a 64 bit
  • Installer11 MB, una volta sola
  • Connessionesolo per licenza e aggiornamenti

Perché questa scelta. Un modello linguistico, anche installato in locale, occupa spazio, chiede memoria e resta una scatola che ogni tanto dice cose non vere. Per il lavoro che fa l’assistente non serve: le domande sul computer sono un numero finito e le risposte devono venire dalle misure, non da una previsione di parole.

Come risponde

Tre domande vere.
Tre risposte come arrivano davvero.

Le frasi qui sotto non sono scritte per il sito: sono quelle che il programma compone. Cambiano solo i numeri, che vengono dal computer di chi chiede. Ogni risposta ha la stessa forma: il dato misurato, il perché in parole semplici, e l’azione che TurboFix può eseguire dopo una conferma.

La domanda“il PC ci mette una vita ad accendersi la mattina”

Alleggerimento dell’avvio porta alla schermata Avvio automatico

Dato misurato14 programmi partono con Windows

Ogni programma che parte con Windows si prende un pezzo dei primi minuti: sono quelli in cui il computer sembra fermo.

Vuoi che alleggerisca l’avvio? Ti faccio vedere prima cosa toglierei, e tutto si rimette con un clic.

Guardo cosa parte con Windows Non adesso

Se il dato non conferma, la risposta cambia: “Ho guardato i programmi che partono con Windows e sono pochi: l’accensione lenta non viene da lì.”

La domanda“si riavvia da solo e ogni tanto esce un errore”

Riparazioni porta alla schermata Errori di Windows

Dato misurato37 errori registrati nell’ultima settimana

Windows tiene un registro di quello che va storto. Quando gli errori si ripetono, quasi sempre è lo stesso pezzo che dà problemi.

Vuoi che provi a ripararlo io? Prima ti dico esattamente cosa farei.

Capisco cosa riparare Non adesso

Se il dato non conferma, la risposta cambia: “Ho guardato il registro di Windows e di errori ripetuti non ce ne sono. Quello che vedi non lascia traccia lì.”

La domanda“si impalla se apro il browser con tante schede”

Processi porta alla schermata Processi

Dato misuratomemoria usata al 91%

Con la memoria quasi piena Windows comincia a usare il disco al posto della RAM, ed è lì che tutto diventa lento.

Le due cose che aiutano davvero: chiudere qualche programma pesante (i browser con molte schede per primi) o, se ti capita spesso, aggiungere un banco di RAM.

Guardo cosa sta girando Non adesso

Se il dato non conferma, la risposta cambia: “Ho guardato la memoria e non risulta piena. I rallentamenti che vedi vengono da qualcos’altro.”

In tutti e tre i casi il numero non arriva da una frase costruita: lo legge il programma sul computer, e se non riesce a leggerlo lo dice. L’azione non parte mai da sola: il pulsante lo preme chi legge, e dove si può si annulla.

A schermo

Com’è fatto dentro.

Quattro momenti veri dell’assistente: la schermata di partenza, una risposta rassicurante, una in cui ammette di non essere lo strumento giusto, e un’azione appena eseguita.