Avvio pesante: all’accensione partono 14 programmi con Windows. Puoi alleggerire l’avvio.
Programmi all’avvio
Corretto e utile, ma detto in scatola: sei tu che devi capire cosa farne.
L’assistente
Non è un chatbot che sa parlare di tutto: è il contrario. Sa poche cose, ma quelle le sa davvero, perché le ha misurate su questo computer. I numeri li produce sempre il programma leggendo i dati veri, mai un modello linguistico, così non può inventare niente per costruzione, non “quasi mai”.
L’assistente
Gli altri programmi guardano il PC una volta e ti sparano un numero. TurboFix lo osserva ogni giorno e se ne ricorda. Dopo qualche settimana sa rispondere alla domanda vera: rispetto a un mese fa, come va? Chiediglielo a parole tue.
Perché è lento?
Da quando è comparso un programma nuovo (24 giugno) il PC ci mette 17 secondi in più ad accendersi, e la memoria è più carica di prima.
Posso liberare spazio?
Sì: ho trovato 18,4 GB in copie identiche e 6 file grandi che non apri da mesi. Lo spazio libero è calato di 87,5 GB nell’ultimo mese; di questo passo il disco si riempie intorno a gennaio 2027, è una stima, basta una pulizia a spostarla.
Il disco sta per rompersi?
No. I contatori interni dei dischi non mostrano nessun segnale di allarme, e li controllo da 15 giorni.
Se i contatori cominciassero a salire te lo direbbe subito, anche dopo due giorni di osservazione: su questo aspettare può costare i tuoi file.
Che tempo fa domani?
Questo non lo so: rispondo solo su questo computer. Posso dirti com’è cambiato nel tempo, cosa occupa spazio, cosa rallenta l’accensione e come stanno i dischi.
Un assistente che prova a rispondere a tutto è un assistente di cui non ti puoi fidare su niente. Quando non sa, lo dice.
La differenza
I programmi di pulizia si sono guadagnati una pessima fama, e in gran parte se la meritano: contano ogni cosa che trovano pur di mostrarti una cifra grossa e venderti la versione a pagamento. TurboFix è costruito sulla regola opposta.
2.847 errori critici
Il PC ci mette 17 secondi in più ad accendersi rispetto al 24 giugno.
Chiedi, e lo fa
Prima ti accompagnava alla pagina giusta. Adesso la cosa la fa lui, dalla conversazione, e ti riferisce il risultato vero, non quello che sperava di ottenere.
Lo prepara, lo apre e ti mostra il nome del file vero che ha appena scritto. Nessuna rotellina anonima: mentre lavora scrive cosa sta facendo e a che punto è.
Prima misura quanto c’è davvero da liberare, poi chiede il permesso con quel numero in mano. Il sì si dà premendo il pulsante, mai scrivendolo: una parola può essere fraintesa, un pulsante no.
Tre domande, dove salvare, cosa mettere al sicuro, a che ora, e il riepilogo mostrato prima di scrivere qualsiasi cosa. La password non te la chiede mai nella conversazione: quella va nella cassaforte di Windows.
Fai la pulizia e poi riapri il report
Va bene, due cose in fila:
1. la pulizia (libera 6,2 GB, cancella davvero, serve il tuo ok)
2. genero e apro il report aggiornato
Sono file che il PC ricrea da solo, ma vengono cancellati davvero, non finiscono nel Cestino. Se nel Cestino hai qualcosa che ti serve, recuperalo prima.
Fatto, ma meno del previsto: liberati 4,1 GB dei 6,2 stimati. 312 file erano in uso e non si potevano toccare, succede con i browser aperti. Chiudendoli e rifacendo la pulizia si recupera il resto.
La parola “fatto” nasce dal numero riletto dopo, mai dall’aver lanciato il comando. Se i conti non tornano, lo dice invece di arrotondare verso il lieto fine.
Controlli di profondità
Il PC sapeva già dire molte cose, ma nessuno se le ricordava. Senza memoria si può dire “hai 40 GB liberi”. Con la memoria si dice “ne hai persi 60 in un mese”, che è una cosa completamente diversa.
Sui portatili confronta la capacità di progetto con quella reale a carica piena e ti dice quanto è calata. Per dichiarare un calo servono 30 giorni di storico: sotto è rumore di misura, non un peggioramento.
Un contatore SMART alto ma fermo da mesi non è un problema. Uno che sta salendo adesso è il segnale che precede più spesso una perdita di dati. Si vede solo tenendo lo storico, e TurboFix lo tiene per 180 giorni.
Gli aggiornamenti di Windows in sospeso da settimane sono una delle cause più banali di un PC che va peggio. Se il servizio non risponde, capita sui PC aziendali, l’app tace invece di tirare a indovinare.
Ti dice se ne esiste uno e quanto è vecchio. Oltre i 90 giorni non è più una rete di sicurezza: è un ricordo.
Non solo il disco C. Ogni unità fissa ha il suo andamento, con le soglie dichiarate: sotto il 15% “osserva”, sotto il 10% “attenzione”. E la soglia te la scrive accanto al numero vero.
Quando un programma installa un servizio che parte da solo, TurboFix se ne accorge perché confronta l’elenco di oggi con quello di ieri. È spesso la spiegazione del “da un po’ è più lento e non so perché”.
Quando gli chiedi “cosa dovrei fare adesso?”, l’assistente mette insieme tutto questo e te lo ordina per gravità. Non un elenco di cose da fare: le due o tre che contano davvero, oggi, su questo computer.
Dalla versione 5.0
Il modello che capisce le tue domande si scarica una volta dal nostro sito e poi lavora sul tuo computer: non c’è un server nostro che riceve quello che scrivi, perché non c’è nessun invio. Puoi staccare la rete e continuare a chiedere.
L’IA è un download opzionale di circa 1,3 GB: si scarica una volta sola, resta sul computer e non si ripete a ogni aggiornamento. Serve solo se vuoi l’assistente che capisce le frasi.
E se il tuo PC non ci arriva? Non succede niente: TurboFix non ti propone nemmeno di scaricare l’IA, e te lo dice. L’assistente continua a funzionare col motore di sempre, quello delle risposte coi numeri misurati: capisce meno bene come scrivi, ma misura le stesse cose e fa le stesse azioni. Non resti fuori da niente.
Prima e dopo
La stessa domanda, scritta come la scriverebbe chiunque. A sinistra come rispondeva prima il motore di TurboFix, a destra come risponde adesso con l’IA integrata.
“il PC ci mette una vita ad accendersi la mattina”
Avvio pesante: all’accensione partono 14 programmi con Windows. Puoi alleggerire l’avvio.
Programmi all’avvio
Corretto e utile, ma detto in scatola: sei tu che devi capire cosa farne.
Ti capisco, all’accensione è una scocciatura. Ho guardato: partono insieme 14 programmi, ed è soprattutto questo a rallentarti l’avvio. Se vuoi te lo alleggerisco io, si riaccende quando vuoi.
Alleggerisci l’avvio Non adesso
Capisce la frase come l’hai scritta, spiega qual è il punto e si offre di farlo.
Stessi numeri veri, stesse azioni. L’IA capisce meglio come scrivi e risponde in un italiano più naturale: non misura niente di diverso e non fa niente in più di nascosto. I 14 programmi sono 14 in tutti e due i casi, perché il numero viene dal computer, non dal modo di dirlo.
A schermo
Quattro momenti veri dell’assistente: la schermata di partenza, una risposta rassicurante, una in cui ammette di non essere lo strumento giusto, e un’azione appena eseguita.